Rifiuti, proposta dell’Anci: “Tari nella bolletta della luce per evitare il dissesto dei Comuni”

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Rifiuti, proposta dell’Anci: “Tari nella bolletta della luce per evitare il dissesto dei Comuni”

Per frenare l’emorragia finanziaria in atto e impedire un ulteriore aumento dei Comuni in dissesto e predissesto, si potrebbe introdurre nell’ordinamento una norma che attribuisca agli enti locali la possibilità di avvalersi, anche parzialmente, della riscossione della Tari attraverso la bolletta dell’energia elettrica in particolare nelle regioni che sono commissariate per i rifiuti”.

La proposta arriva dall’Anci Sicilia, che oggi ha incontrato l’assessore regionale all’Energia Alberto Pierobon per affrontare “le criticità collegate alla gestione del sistema integrato dei rifiuti”. Oltre all’impiantistica e alla raccolta differenziata, uno dei “nodi” irrisolti è rappresentato proprio dalla mancata riscossione della Tari.

“Esprimiamo gratitudine per l’attenzione che l’assessore Pierobon ha verso le difficoltà dei Comuni, per i quali il parziale o mancato introito della Tari ha determinato, di anno in anno, un peggioramento della condizione finanziaria. Con molti Comuni si trovano in condizione di dissesto o pre-dissesto. L’incontro di oggi ci dà conferma dell’unità d’intenti circa la necessità di avviare, prima possibile, un percorso di riforma nella gestione del servizio”. A dichiararlo Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale di Anci Sicilia, che assieme agli altri componenti dell’ufficio di presidenza (Luca Cannata, Alessandro Plumeri e Giulio Tantillo) ritengono “necessaria una forte iniziativa legislativa che introduca una modifica profonda alla normativa nazionale”.

A Partinico ad esempio solo il 30% circa paga la tassa sui rifiuti e i tributi più in generale, questo eventuale provvedimento consentirebbe così come già avviene per il canone televisivo, di avere un quadro ancor più certo di chi paga e chi invece, altro non fa che gettare rifiuti per strada e poi scrivere su facebook che le città sono sporche.

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