la storia di Santa Lucia

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“La storia racconta che Lucia nacque a Siracusa intorno al 283, era di famiglia nobile e fu promessa sposa ad un pagano. Il padre di Lucia morì quando lei era ancora piccola. Quando sua madre fu colpita da una grave malattia, lei decise di recarsi in pellegrinaggio a Catania, presso il sepolcro di S. Agata a chiederne la guarigione. Qui promise, per voto, di donare tutti i suoi averi ai poveri e di non sposarsi per dedicare tutta la sua vita a Dio. Il pretendente però non fu d’accordo con la sua decisione e la denunciò come cristiana, vi erano in vigore in quel tempo i decreti di persecuzione dei cristiani emanati dall’imperatore Diocleziano Lucia fu presa e processata, sottoposta a molte torture fino a che non fu decapitata, era l’anno 304. Il suo culto si diffuse da subito in tutte le chiese dove fu venerata come Santa protettrice degli occhi, forse per il suo nome che significa “promessa di luce”. Anche se patrona di Siracusa, Santa Lucia, ha un posto speciale nel cuore dei palermitani, che in questo giorno si astengono dal mangiare pane e pasta. Questo per ricordare il miracolo della Santa che liberò la città dalla carestia nel 1646, facendo arrivare nel porto un bastimento carico di grano. La gente che per diversi mesi aveva sofferto la fame, non aspetto’ di macinare il grano, ma lo bollì per sfamarsi in minor tempo, aggiungendo solo un filo d’olio, creando così la cuccìa.
Ma la rinuncia a mangiare pane e pasta in questo giorno, non deve far pensare come a una penitenza, poiché risotti, panelle, timballi e le immancabili arancine sono i protagonisti di una giornata all’insegna della golosità”

 

-Fonte: Palermoviva.it

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