Partinico, l’ex sindaco Lo Biundo al processo Maniaci: “Nessuna minaccia”. E allora perchè aveva paura?

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L’ex sindaco di Partinico Salvo Lo Biundo (nella foto a destra) e l’ex assessore Gianlivio Provenzano, quest’ultimo oggi consigliere comunale, ieri sono stati ascoltati al processo sulle presunte estorsioni subite dal factotum di Telejato Pino Maniaci (nella foto a sinistra) negando di avere avuto mai “esplicitamente” delle pressioni. E ora Lo Biundo tenta anche di passare per “l’uomo dal cuore tenero” sostenendo che avrebbe aiutato economicamente pagando in nero l’amante di Maniaci solo perchè la donna aveva una figlia disabile.

Una dichiarazione che però pare cozzare in maniera evidente con quello che lo stesso Lo Biundo disse agli inquirenti nelle prime battute dell’indagine quando veniva incalzato sul perchè avesse garantito all’amante di Maniaci un lavoro in nero all’interno del municipio per effettuare delle pulizie: “Ho accettato per tenerlo buono e per non subire altre ritorsioni mediatiche” disse ai carabinieri come riportato nei verbali nel 2016.

Dove sta la verità? Un processo che, a dire il vero, sta vedendo anche l’imputato ritrattare, vale a dire lo stesso Maniaci, il quale più volte anche in interviste televisive ha ammesso candidamente che in realtà ciò che diceva nelle intercettazioni telefoniche era un modo per “pomparsi”, per apparire grande di fronte all’amante a cui avrebbe voluto far credere di contare al Comune di Partinico e di far tremare tutti con i suoi servizi televisivi. L’ex primo cittadino ieri ha sostenuto che il titolare dell’emittente locale non gli avrebbe mai detto espressamente di volere soldi in cambio di una linea soft nel tg.

Ma se davvero non c’era alcun accordo tra i due come giustificare un episodio tra tutti in cui si evince chiaramente che Maniaci e Lo Biundo si mettono d’accordo su un servizio televisivo? Il caso, documentato dai carabinieri con tanto di intercettazioni, è quello della famosa ordinanza emanata con diversi giorni di ritardo dall’allora sindaco per la non potabilità dell’acqua in seguito ad alcune analisi effettuate dalla vecchia società di gestione del servizio idrico e dall’Asp di Palermo.

L’ex primo cittadino si giustificava sostenendo che dall’ufficio non gli avrebbero dato la comunicazione di Aps e Asp se non 4 giorni dopo e che quindi colpe non ne aveva. Nel frattempo Maniaci gli dice espressamente: “Come lo devo fare il servizio io? Devo ammazzare la Ragona, è giusto?”. La persona citata è Maria Vita Ragona, funzionario dell’ufficio Ambiente che aveva diretto controllo su questo tipo di attività riguardo la potabilità dell’acqua. Poi effettivamente nel tg Maniaci fa un servizio scagliandosi contro la Ragona e Leonardo Consiglio, cui il sindaco aveva fatto pure riferimento tra i presunti responsabili del caso.

In buona sostanza una difesa d’ufficio di Lo Biundo senza se e senza ma. Ma addirittura i carabinieri, nel corso delle loro indagini, hanno riscontrato la “prova evidente” che il denaro periodicamente richiesto dal direttore di Telejato all’ex sindaco Lo Biundo venisse consegnato dietro “pressione estorsiva”. Nel corso di un’intercettazione tra il giornalista e l’amante, all’ennesima richiesta di denaro (200 euro, ndr), emerge che il sindaco era intenzionato a pagare solo la sua quota (50 euro) e che sarebbe dovuto andare Maniaci dalle altre presunte vittime (probabile riferimento a suoi assessori) a riscuotere il resto.

La reazione del giornalista è stata violenta, addirittura i carabinieri sostengono che avrebbe minacciato Lo Biundo di picchiarlo: “…Non mi scassi la minchia….Io voglio consegnati 200 euro….gli ho detto: ‘No, io non mi faccio vedere, perchè se ti acchiappo ti, ti, ti, ti alzo le mani addosso”. In sede di sommarie informazioni nel 2016, l’ex sindaco ha riferito agli inquirenti testuali parole: “Mi sono prestato alla dazione di denaro nel timore che, in caso di rifiuto, Maniaci potesse mandare in onda nella sua emittente servizi fortemente lesivi per me e la mia giunta”.

Ma come è possibile allora che il sindaco non fosse stato mai “esplicitamente minacciato”, come ha detto ieri in udienza? Forse aveva facoltà veggenti riuscendo a leggere nel pensiero del suo interlocutore presunto aguzzino? Gianlivio Provenzano ieri ha addirittura sostenuto di non aver mai dato un solo a Maniaci e quindi ha confermato il fatto di non aver mai ricevuto estorsioni o minacce. Il processo, a questo punto, è alle ultime battute: a breve dovrebbe essere pronunciata la sentenza.

Fonte: Partinicolive

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